22 maggio 2017

23 maggio 1917 - Mario De Bernardi:Il pilota che inaugura la posta aerea


















Mario de Bernardi (Venosa, 1º luglio 1893 – Roma, 8 aprile 1959) fu un aviatore, colonnello pilota dell'Aeronautica Militare italiana, Medaglia d'argento al valor militare.

Nel mese di maggio di novantotto anni fà, erano esattamente le 11,25 del 23 maggio 1917, il tenente Mario De Bernardi (allora collaudatore della Pomilio) decollò dal’campo d’aviazione Torino-Aeritalia con destinazione Roma-Centocelle. A Bordo del suo Pomilio erano stati imbarcati 200 chili di posta e 100 copie del quotidiano ” La Stampa ” che giunsero a destinazione esattamente dopo un volo di 4 ore e 3 minuti. Si compì cosi il primo volo postale italiano; a quell’impresa storica si aggiunse un altro primato, infatti per l’evento le Poste Italiane dedicarono una sovrastampa speciale “Primo Volo Esperimento di Posta Aerea Torino-Roma-Torino” sul francobollo da 25 centesimi Espresso che diventò così il primo francobollo ufficiale di posta aerea al mondo.

19 maggio 2017

20 maggio 2012 - Il terremoto in Emilia-Romagna

















Il terremoto dell'Emilia del 2012 è stato un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertite anche in un'area molto vasta comprendente tutta l'Italia Centro-Settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell'Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale. Già tra il 25 e il 27 gennaio 2012 si ebbero in zona fenomeni significativi, ma la prima scossa più forte, di magnitudo MI5,9 e Mw5,86vè stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana (02:03:52 UTC), con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO), con ipocentro a una profondità di 6,3 km.

Il 29 maggio 2012 alle ore 09:00:03 ora italiana (07:00:03 UTC), una nuova scossa molto forte di magnitudo MI5,8 e Mw5,66 è stata avvertita in tutta l'Italia Settentrionale, creando panico e disagi in molte città come Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo; l'epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. A quella delle 9:00 sono seguite altre tre scosse rilevanti: una alle 12:55 di magnitudo 5,4, una alle 13:00 di magnitudo 4,9 e un'ulteriore scossa alla stessa ora di magnitudo 5,2.

Il 31 maggio 2012 alle 16:58 una scossa di magnitudo 4,0 con epicentro a Rolo e Novi di Modena, ha colpito la zona della bassa reggiana e dell'oltrepò mantovano, già molto provate dalle scosse dei giorni precedenti che avevano avuto come epicentro la vicina area della bassa modenese. Sempre la sera del 31 maggio alle ore 21:04 si è verificata una scossa di magnitudo 4,2 con epicentro a San Possidonio.

Queste scosse sono state seguite da uno sciame sismico con scosse di magnitudo variabile di minore entità scala Richter. Un'altra scossa di magnitudo 5,1 è stata avvertita in tutto il Nord Italia il 3 giugno 2012 alle ore 21:20:43 ora italiana (19:20:43 UTC), con epicentro in Novi di Modena.

Le accelerazioni di picco registrate dall'accelerometro di Mirandola durante le scosse più forti del 20 maggio e del 29 maggio sono state rispettivamente di 0,31 g e di 0,29 g, valori che in base alla carte vigenti di pericolosità sismica renderebbero stimabile in circa 2500 anni il tempo di ritorno di ciascun evento nella medesima area.

I due eventi sismici principali hanno causato un totale di 27 vittime (22 nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite riportate), in maggioranza dipendenti di aziende distrutte. Il 4 giugno 2012 è stato proclamato giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto.

L'intensità massima dei terremoti, stimata come cumolo degli effetti della sequenza, è stata pari a 8, secondo la Scala Macrosismica Europea (EMS-98).

18 maggio 2017

19 maggio 2016 - Muore il politico Marco Pannella


















Marco Pannella, all'anagrafe Giacinto Pannella (Teramo, 2 maggio 1930 – Roma, 19 maggio 2016)

E' stato un politico italiano, che si autodefiniva «radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano».

Membro della Gioventù liberale e poi leader dell'Unione Goliardica Italiana negli anni dell'università, Marco Pannella è stato tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali, la formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito Liberale Italiano e raccolta intorno al settimanale Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio.

Il nuovo Partito Radicale riprese il nome della storica formazione erede dell'estrema sinistra storica nel Parlamento post-unitario, ma in più occasioni, nel corso della propria lunga carriera politica, il carismatico leader di gran parte del radicalismo italiano lascerà intendere pubblicamente di guardare anche ai valori della Destra storica del paese.Tra i suoi riferimenti ideologici, vanno inoltre annoverati l'ambientalismo ecologista, il cattolicesimo liberale di Romolo Murri, e il socialismo liberale.

L'ampiezza dello spettro politico e ideologico al quale negli anni il politico italiano ha fatto riferimento (ha avuto anche la tessera del Partito Socialista Italiano per alcuni anni), porta i suoi estimatori a vedere in lui un uomo che cerca di porsi di là dalle ideologie, mentre i suoi oppositori leggono nel suo operato una dose di ambiguità, e lo accusano spesso di inaffidabilità. Era noto anche per essere alquanto prolisso, è spesso stato travisato anche in quanto difficilmente sintetizzabile in schemi comunicativi giornalistici contemporanei,esprimeva preferibilmente i suoi pensieri nelle lunghe conversazioni settimanali in onda sulle frequenze di Radio Radicale, generalmente condotte in studio dall'ex direttore Massimo Bordin e occasionalmente da Valter Vecellio.

8 maggio 2017

9 maggio 1997 - Marta Russo viene colpita a morte all'università della Sapienza














L'omicidio di Marta Russo (Roma, 13 aprile 1975 – Roma, 14 maggio 1997)

Noto anche come delitto della Sapienza, avvenne all'interno della Città universitaria della Sapienza di Roma il 9 maggio 1997, quando la ragazza, studentessa ventiduenne di giurisprudenza, fu ferita in maniera gravissima da un colpo di pistola, morendo cinque giorni dopo in ospedale.

L'omicidio fu al centro di un complesso caso, oggetto di grande copertura mediatica alla fine degli anni novanta, sia per il luogo in cui era stato perpetrato, sia per la difficoltà delle prime indagini, che non riuscirono a delineare un movente, vertendo ad esempio tra ipotesi non confermate come lo scambio di persona, il "delitto perfetto" o il terrorismo, e infine lo sparo accidentale; è ricordato anche per l'intervento di personalità politiche, specie a causa dell'atteggiamento dei due pubblici ministeri, ritenuto da molti eccessivamente inquisitorio e che diede anche luogo a un breve procedimento per abuso d'ufficio e violenza privata.

Nel 2003 fu condannato in via definitiva per il delitto, principalmente sulla base di una controversa testimonianza, un assistente universitario di filosofia del diritto, Giovanni Scattone, per omicidio colposo aggravato; un suo collega, Salvatore Ferraro, fu condannato limitatamente al reato di favoreggiamento personale; entrambi si sono sempre professati innocenti. Nella prima sentenza si specifica che Scattone avrebbe esploso un colpo per errore, maneggiando una pistola per motivi ignoti, forse per provare l'arma sparando contro un muro o senza sapere che fosse carica, e Ferraro lo avrebbe coperto, tacendo e portando via l'arma. Il delitto fu definito colposo anche perché Scattone non avrebbe potuto, dalla posizione in cui si sarebbe trovato, esplodere un colpo mirato, né avrebbe compiuto un'azione dolosa in presenza di tanti testimoni. Il terzo indagato, l'usciere e laureando Francesco Liparota, venne assolto dall'accusa di favoreggiamento dalla Cassazione, tramite annullamento senza rinvio. Altri indagati furono assolti in primo grado.

Il caso di Marta Russo ha finito negli anni per diventare uno dei misteri della cronaca nera italiana.

5 maggio 2017

6 maggio 1976 - Il devastante terremoto nel Friuli



















Il terremoto del Friuli del 1976 fu un sisma di magnitudo 6,4 della scala Richter che colpì il Friuli, e i territori circostanti, alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976, con ulteriori scosse l'11 e 15 settembre.

La zona più colpita fu quella a nord di Udine. Fu inizialmente indicato che l'epicentro della scossa era nella zona del Monte San Simeone, tuttavia questa indicazione fu smentita dagli studi successivi. Il catalogo parametrico dei terremoti italiani individua un epicentro macrosismico situato tra i comuni di Gemona e Artegna, nelle vicinanze della località Lessi e un epicentro strumentale localizzato più a est fra Taipana e Lusevera, attribuendo all'evento una magnitudo 6,4. Ci sono vari studi sull'epicentro e sulle faglie coinvolte nel sisma, non tutti concordanti. Uno degli studi più citati è quello di Aoudia e altri (2000) che colloca l'epicentro nel gruppo del monte Chiampon, nei pressi di Pradielis e Cesariis.

I danni furono amplificati dalle particolari condizioni del suolo, dalla posizione dei paesi colpiti, quasi tutti posti in cima ad alture, e dall'età avanzata delle costruzioni. I paesi andati distrutti non avevano infatti riportato danni rilevanti nella prima e nella seconda guerra mondiale, a differenza di San Daniele del Friuli che, semidistrutta dai bombardamenti aerei del 1944, aveva dovuto ricostruire gran parte della sua struttura urbana con criteri moderni; la città pagò comunque gravi danni al patrimonio artistico con la devastazione delle chiese e degli antichi palazzi di fattura medievale, e il crollo di una manciata di edifici del centro storico provocò molte vittime.

La scossa, avvertita in tutto il Nord Italia, investì principalmente 77 comuni italiani con danni, anche se molto più limitati, per una popolazione totale di circa 80.000 abitanti, provocando, solo in Italia, 990 morti e oltre 45.000 senza tetto. Anche la zona dell'alta e media valle del fiume Isonzo, in territorio jugoslavo (in Slovenia) venne colpita, interessando in particolare i comuni di Tolmino, Caporetto, Canale d'Isonzo e Plezzo.

1 maggio 2017

2 maggio 2016 - Il Leicester di Ranieri vince la Premier League

















Il traguardo più prestigioso nella storia del Leicester City è rappresentato dalla vittoria della Premier League nella stagione 2015-2016, quando la squadra era allenata da Claudio Ranieri, che ha peraltro conferito al club una grande popolarità anche al di fuori del Regno Unito; apparentemente meno competitivo di altri club più blasonati, il Leicester si è reso protagonista di una delle vittorie più sorprendenti nella storia dello sport.Precedentemente il club aveva ottenuto come suo miglior piazzamento il secondo posto nella First Division 1928-1929. Nel suo palmarès annovera anche tre Coppe di Lega (1963-1964, 1996-1997, 1999-2000), un Community Shield (1971) e sette campionati di seconda divisione (1924-1925, 1936-1937, 1953-1954, 1956-1957, 1970-1971, 1979-1980, 2013-2014).

In avvio di stagione il Leicester si propone, contro ogni pronostico, nelle posizioni di vertice della Premier League, fino ad issarsi in prima posizione. Grazie soprattutto alle vittorie negli scontri diretti con le altre squadre di prima fascia, e trascinata dal centravanti Jamie Vardy (miglior marcatore del team della stagione nonché secondo in campionato dopo Harry Kane) e dal fantasista Riyad Mahrez, la squadra riesce a mantenere il primato e ottiene la qualificazione per la Champions League già in aprile. Complice un pareggio per 2-2 nel derby londinese fra Chelsea e Tottenham, la squadra di Ranieri ottiene, il 2 maggio 2016, la certezza aritmetica del primo posto in campionato, laureandosi quindi campione di Inghilterra per la prima volta nella sua storia ultracentenaria. Questa vittoria, che dà alla squadra il diritto a giocare la Community Shield, viene celebrata come un trionfo da favola sia dai giornali nazionali sia da quelli esteri.

20 aprile 2017

21 aprile 2016 - Muore il cantautore statunitense Prince

























Prince, pseudonimo di Prince Rogers Nelson (Minneapolis, 7 giugno 1958 – Chanhassen, 21 aprile 2016), è stato un cantautore, polistrumentista, compositore, produttore discografico, ballerino, musicista, arrangiatore, paroliere, attore, regista, sceneggiatore, showman ed imprenditore statunitense, popolare soprattutto negli anni ottanta e novanta.

Il nome Prince deriva dal nome della band dove il padre suonava, ovvero i "Prince Rogers Trio". La vena artistica del cantante di Minneapolis (che componeva, arrangiava, produceva, cantava e suonava i suoi lavori spesso in totale autonomia) lo ha portato a produrre continuamente nuovi brani, ma anche ad essere tra i pionieri della vendita on-line su Internet: infatti alcuni suoi prodotti sono acquistabili solo dal suo sito.

Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 27º posto nella lista dei 100 migliori artisti.

Il 21 aprile 2016, Prince viene trovato morto in un ascensore all'interno del complesso di Paisley Park, sua residenza situata a Chanhassen, alle porte di Minneapolis. Aveva 57 anni.Alle 9:43 di quella mattina, come riferito alle autorità locali, l'ufficio dello sceriffo Jim Olson della contea di Carver riceve una chiamata d'emergenza medica presso la struttura dei Paisley Park Studios. I soccorsi arrivano con un'ambulanza qualche minuto dopo, ma i tentativi di rianimazione falliscono: i medici confermano la morte del cantante alle 10:07. I funerali si sono svolti il 15 maggio, in forma strettamente privata, presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova, di cui era membro battezzato da circa 10 anni.


Da una seconda ricostruzione, secondo il sito TMZ che ha divulgato la notizia del decesso, sembra che sei giorni prima della sua morte sia stato sottoposto ad un trattamento urgente (tecnicamente il "save shot") per un'overdose da oppiacei.

Il referto autoptico riporta "overdose accidentale da Fentanyl",un potente antidolorifico utilizzato per il dolore neoplastico, per il dolore lombare in gravi patologie osteoartrosiche, in alcuni casi di neuropatia e di immunodeficienza acquisita.

Dopo la sua morte, gli album di Prince hanno rapidamente venduto oltre 7 milioni di copie, rendendolo l'artista musicale con le maggiori vendite in America durante l'anno 2016.

I suoi dischi

1978 – For You
1979 – Prince
1980 – Dirty Mind
1981 – Controversy
1982 – 1999
1984 – Purple Rain
1985 – Around the World in a Day
1986 – Parade
1987 – Sign o' the Times
1988 – Lovesexy
1989 – Batman
1990 – Graffiti Bridge
1991 – Diamonds and Pearls
1992 – Love Symbol Album
1994 – Come
1994 – The Black Album
1995 – The Gold Experience
1996 – Chaos and Disorder
1996 – Emancipation
1998 – Crystal Ball / The Truth
1999 – The Vault: Old Friends 4 Sale
1999 – Rave Un2 the Joy Fantastic
2001 – The Rainbow Children
2002 – One Nite Alone...
2003 – Xpectation
2003 – N.E.W.S
2004 – The Chocolate Invasion
2004 – The Slaughterhouse
2004 – Musicology
2006 – 3121
2007 – Planet Earth
2009 – LOtUSFLOW3R / MPLSoUND
2010 – 20Ten
2014 – Plectrumelectrum
2014 – Art Official Age
2015 – HITnRUN Phase One
2015 – HITnRUN Phase Two

14 aprile 2017

15 aprile 1967 - Muore l'attore Totò "Principe Antonio de Curtis"















Totò, pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio (brevemente Antonio de Curtis)

(Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967)

è stato un artista italiano. Attore simbolo dello spettacolo comico in Italia, soprannominato «il principe della risata», è considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.Si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere, cantante.

Nato Antonio Vincenzo Stefano Clementeda Anna Clemente (Palermo, 2 gennaio 1881 - Napoli, 23 ottobre 1947) e dal marchese Giuseppe De Curtis (Napoli, 12 agosto 1873 - Roma, 29 settembre 1944), fu adottato nel 1933 dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas.

Maschera nel solco della tradizione della commedia dell'arte, accostato a comici come Buster Keaton e Charlie Chaplin, ma anche ai fratelli Marx e a Ettore Petrolini. In quasi cinquant'anni di carriera spaziò dal teatro (con oltre 50 titoli) al cinema (con 97 pellicole) e alla televisione (con 9 telefilm e vari sketch pubblicitari), lavorando con molti tra i più noti protagonisti dello spettacolo italiano e arrivando a sovrastare con numerosi suoi film i record d'incassi. Adoperò una propria unicità interpretativa, che risaltava sia in copioni puramente brillanti sia in parti più impegnate, sulle quali si orientò soprattutto verso l'ultima fase della sua vita, che concluse in condizioni di quasi cecità a causa di una grave forma di corioretinite, probabilmente aggravata dalla lunga esposizione ai fari di scena.[21] Spesso stroncato dalla maggior parte dei critici cinematografici, fu ampiamente rivalutato dopo la morte,tanto da risultare ancor oggi il comico italiano più popolare di sempre.

Le sue interpretazioni

Fermo con le mani!, regia di Gero Zambuto (1937)
Animali pazzi, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1939)
San Giovanni decollato, regia di Amleto Palermi (1940)
L'allegro fantasma, regia di Amleto Palermi (1941)
Due cuori fra le belve, riedito nel dopoguerra col titolo Totò nella fossa dei leoni, regia di Giorgio Simonelli (1943)
Il ratto delle Sabine, riedito nel dopoguerra col titolo Il professor Trombone, regia di Mario Bonnard (1945)
I due orfanelli, regia di Mario Mattoli (1947)
Totò al giro d'Italia, regia di Mario Mattoli (1948)
Fifa e arena, regia di Mario Mattoli (1948)
I pompieri di Viggiù, regia di Mario Mattoli (1949)
Yvonne la nuit, regia di Giuseppe Amato (1949)
Totò cerca casa, regia di Steno e Mario Monicelli (1949)
L'imperatore di Capri, regia di Luigi Comencini (1949)
Totò le Mokò, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1949)
Napoli milionaria, regia di Eduardo De Filippo (1950)
Figaro qua, Figaro là, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Totò cerca moglie, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Tototarzan, regia di Mario Mattoli (1950)
Le sei mogli di Barbablù, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Totò sceicco, regia di Mario Mattoli (1950)
47 morto che parla, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951)
Totò e i re di Roma, regia di Steno e Mario Monicelli (1951)
Sette ore di guai, regia di Vittorio Metz e Marcello Marchesi (1951)
Guardie e ladri, regia di Steno e Mario Monicelli (1951)
Totò a colori, regia di Steno (1952)
Totò e le donne, regia di Steno e Mario Monicelli (1952)
L'uomo, la bestia e la virtù, regia di Steno (1953)
Una di quelle, regia di Aldo Fabrizi (1953)
Un turco napoletano, regia di Mario Mattoli (1953)
Il più comico spettacolo del mondo, regia di Mario Mattoli (1953)
Questa è la vita, episodio La patente, regia di Luigi Zampa (1954)
Dov'è la libertà?, regia di Roberto Rossellini (1954)
Tempi nostri - Zibaldone n. 2, episodio La macchina fotografica, regia di Alessandro Blasetti (1954)
Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954)
Il medico dei pazzi, regia di Mario Mattoli (1954)
I tre ladri, regia di Lionello De Felice (1954)
Totò cerca pace, regia di Mario Mattoli (1954)
L'oro di Napoli, episodio Il guappo, regia di Vittorio De Sica (1954)
Totò e Carolina, regia di Mario Monicelli (1955)
Totò all'inferno, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Siamo uomini o caporali?, regia di Camillo Mastrocinque (1955)
Destinazione Piovarolo, regia di Domenico Paolella (1955)
Il coraggio, regia di Domenico Paolella (1955)
Racconti romani, regia di Gianni Franciolini (1955)
La banda degli onesti, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò lascia o raddoppia?, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò, Peppino e la... malafemmina, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò, Peppino e i fuorilegge, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
Totò, Vittorio e la dottoressa, regia di Camillo Mastrocinque (1957)
Totò e Marcellino, regia di Antonio Musu (1958)
Totò, Peppino e le fanatiche, regia di Mario Mattoli (1958)
I soliti ignoti, regia di Mario Monicelli (1958)
Gambe d'oro, regia di Turi Vasile (1958)
La legge è legge, regia di Christian-Jaque (1958)
Totò a Parigi, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
Totò nella luna, regia di Steno (1958)
Totò, Eva e il pennello proibito, regia di Steno (1959)
I ladri, regia di Lucio Fulci (1959)
La cambiale, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
I tartassati, regia di Steno (1959)
Arrangiatevi!, regia di Mauro Bolognini (1959)
Noi duri, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Signori si nasce, regia di Mario Mattoli (1960)
Letto a tre piazze, regia di Steno (1960)
Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi, regia di Mario Mattoli (1960)
Risate di gioia, regia di Mario Monicelli (1960)
Chi si ferma è perduto, regia di Sergio Corbucci (1960)
Totò, Peppino e... la dolce vita, regia di Sergio Corbucci (1961)
Sua Eccellenza si fermò a mangiare, riedito col titolo II Dott. Tanzarella, medico personale del... fondatore dell'impero, regia di Mario Mattoli (1961)
Totòtruffa 62, regia di Camillo Mastrocinque (1961)
I due marescialli, regia di Sergio Corbucci (1961)
Totò contro Maciste, regia di Fernando Cerchio (1962)
Totò diabolicus, regia di Steno (1962)
Totò e Peppino divisi a Berlino, regia di Giorgio Bianchi (1962)
Lo smemorato di Collegno, regia di Sergio Corbucci (1962)
Totò di notte n. 1, regia di Mario Amendola (1962)
I due colonnelli, regia di Steno (1962)
Il monaco di Monza, regia di Sergio Corbucci (1963)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963)
Totò contro i quattro, regia di Steno (1963)
Totò e Cleopatra, regia di Fernando Cerchio (1963)
Le motorizzate, episodio Il vigile ignoto, regia di Marino Girolami (1963)
Totò sexy, regia di Mario Amendola (1963)
Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963)
Il comandante, regia di Paolo Heusch (1963)
Che fine ha fatto Totò Baby?, regia di Ottavio Alessi (1964)
Totò contro il pirata nero, regia di Fernando Cerchio (1964)
Le belle famiglie, episodio Amare è un po' morire, regia di Ugo Gregoretti (1964)
Totò d'Arabia, regia di José Antonio de la Loma (1965)
Gli amanti latini, episodio Amore e morte, regia di Mario Costa (1965)
La mandragola, regia di Alberto Lattuada (1965)
Rita, la figlia americana, regia di Piero Vivarelli (1965)
Uccellacci e uccellini, regia di Pier Paolo Pasolini (1966)
Operazione San Gennaro, regia di Dino Risi (1966)
Le streghe, episodio La terra vista dalla luna, regia di Pier Paolo Pasolini (1967)
Capriccio all'italiana, episodi Il mostro della domenica di Steno e Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini (1968)

11 aprile 2017

12 aprile 2016 - Muore Gianroberto Casaleggio il cofondatore del movimento cinque stelle

















Gianroberto Casaleggio (Milano, 14 agosto 1954– Milano, 12 aprile 2016) è stato un imprenditore e politico italiano, fondatore con Beppe Grillo del movimento politico Movimento 5 Stelle, di cui era definito guru; fu anche socio fondatore e presidente della Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete e cura il blog di Beppe Grillo.

Figlio di un interprete di lingua russa, comincia la sua carriera come progettista di software di base presso l'Olivetti di Ivrea.

A 20 anni sposa l'inglese Elizabeth Clare Birks, che si occupava della traduzione di manuali tecnici, presso la stessa Olivetti. Nel 1976 hanno un figlio, Davide.

Birks è sostenitrice del Movimento 5 Stelle, analogamente a Elena Sabina Del Monego (ex dipendente di Webegg), successiva compagna di Casaleggio, con la quale ha avuto il secondogenito, Francesco.I due si sono sposati nel maggio 2014.

Casaleggio ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato della Webegg S.p.A., un «gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in rete» «che ha come obiettivo il posizionamento delle aziende in rete».Webegg era nata come joint venture tra Finsiel e Olivetti, ma nel giugno 2002 quest'ultima cede la propria quota e il 59,8% del controllo passa a I.T. Telecom Spa, a sua volta controllata al 100% da Telecom Italia.Due anni prima Telecom Italia aveva anche dato vita a Netikos Spa, in cui Casaleggio faceva parte del consiglio di amministrazione assieme a Michele Colaninno, secondogenito di Roberto.Nel 2003 Casaleggio viene sollevato dalla carica di amministratore delegato dagli azionisti Webegg «non condividendone la politica commerciale e gestionale attuata».Al suo posto subentra Giuseppe Longo,ex amministratore delegato di TeleAp, società acquisita in precedenza dal Gruppo Webegg. Tuttavia Casaleggio continua a ricoprire incarichi societari in controllate di Telecom Italia: Telemedia Applicazioni e Software Factory.

5 aprile 2017

6 aprile 2013 - Muore il regista catalano Bigas Luna














Juan José Bigas Luna (Barcellona, 19 marzo 1946 – La Riera de Gaià, 6 aprile 2013) è stato un regista, sceneggiatore e designer spagnolo.

Abbandonata la facoltà di economia per studiare design e arredamento, alla fine degli anni sessanta fondò con Carles Riart lo studio Gris, che si occupava di disegno industriale e arredamento di interni. Nel 1970 fu tra i progettisti premiati per la realizzazione di un armadio e nel 1973 insieme ad altri due colleghi firmò il sistema di segnaletica per un ospedale di Barcellona. Con uno psichiatra di Barcellona partecipò successivamente a un progetto di psicoterapia di recupero attraverso l'arte.

Le sue prime regie si collegano alla sua attività di designer: nel 1971 realizzò El llit. La taula (t.l. Il letto. La tavola), cortometraggio in super 8 da proiettare in sovrapposizione ad alcune diapositive. Interessato all'arte concettuale e alle nuove tecnologie di videoripresa, espose le sue opere nella Sala Vinçon di Barcellona nel 1973 filmandole, sempre in super 8, nel cortometraggio Taulas. Dell'anno successivo è il cortometraggio video Cadires.

Nel 1976 firmò il primo lungometraggio, Tatuaje, tratto da un romanzo di Manuel Vázquez Montalbán, in cui affrontava il tabù dell'incesto. Nel 1977 realizzò ben undici cortometraggi di argomento erotico: girati in 16 mm, i filmati vennero successivamente raccolti insieme in un unico video con il titolo Historias impúdicas. L'anno seguente porta a termine Consol Tura, cortometraggio iniziato tre anni prima, ed esordisce al Festival di Cannes con La chiamavano Bilbao del 1978, film molto cupo in cui un assassino, sessualmente ossessionato da una donna, prima la violenta e poi la uccide.

I film che ha diretto

Tatuaje (1976)
La chiamavano Bilbao (1978)
Caniche (1979)
Reborn (1981)
Lola (1986)
Angoscia (1987)
Le età di Lulù (1990)
Prosciutto, prosciutto (1992)
Uova d'oro (1993)
La teta y la luna (1994)
Bambola (1996)
L'immagine del desiderio (1997)
Volavérunt (1999)
Son de mar (2001)
Yo soy la Juani (2006)
Di Di Hollywood (2010)
Segundo Origen (2012)

1 aprile 2017

2 aprile 2016 - Muore il sassofonista argentino Gato Barbieri



















Leandro “Gato” Barbieri (Rosario, 28 novembre 1932 – New York, 2 aprile 2016)

E' stato un sassofonista e compositore argentino.

Figlio di un carpentiere con la passione per il violino, studia clarinetto, sassofono e composizione a Buenos Aires. Nel 1953 entra a far parte dell'orchestra di Lalo Schifrin e si dedica completamente al sax tenore. Nel 1962 si trasferisce a Roma dove registra per l'allora giovane arrangiatore Ennio Morricone l'assolo in "Sapore di sale" di Gino Paoli e nel 1967 è a Milano, dopo una parentesi a New York con Don Cherry, dove partecipa alla registrazione dell'album Nuovi sentimenti di Giorgio Gaslini. Ha collaborato con Piero Umiliani prendendo parte alla colonna sonora dei film Una bella grinta di Giuliano Montaldo (1964) e Svezia, inferno e paradiso di Luigi Scattini (1968).

La sua produzione musicale ha quindi conosciuto anche incursioni nel pop, con collaborazioni con i più diversi artisti, fra cui Carlos Santana, Antonello Venditti, Pino Daniele. Dopo un lungo periodo di inattività, iniziato negli anni ottanta a seguito della morte di sua moglie Michelle, è tornato ad esibirsi dal vivo solo alla fine degli anni novanta.

Muore a New York, il 2 aprile 2016.

Discografia

Menorama (Private Pressing, 1960)
In Search of the Mystery (1967)
Obsession (1967)
Under fire (1969)
The Third World (1969)
El Pampero (1971)
Fenix (1971)
Last Tango in Paris (1972)
Bolivia (1973)
Under Fire (1973)
Chapter One: Latin America (Impulse!, 1973)
Chapter Two: Hasta Siempre (Impulse!, 1973)
Chapter Three: Viva Emiliano Zapata (Impulse!, 1974)
Yesterdays (1974)
The Third World Revisited (1974)
Chapter Four: Alive in New York (Impulse!, 1975)
Confluence (1975)
El Gato (1975)
Caliente! (1976)
I Grandi del Jazz (1976)
Ruby Ruby (1977)
Tropico (1978)
Euphoria (1979)
Bahia (1982)
Apasionado (1983)
Para Los Amigos (1984)
Passion And Fire (1984)
Qué Pasa (1997)
Che Corazón (1999)
Gato Barbieri's finest hour (2000)
The Shadow of The Cat (2002)
The Inplulse Story (2006)
New York Meeting (2010)

29 marzo 2017

30 marzo 2016 - Muore il cantautore Gianmaria Testa













Gianmaria Testa (Cavallermaggiore, 17 ottobre 1958 – Alba, 30 marzo 2016) è stato un cantautore italiano.

Gianmaria Testa nasce in provincia di Cuneo in una famiglia di agricoltori in cui era vivissimo l'amore per la musica e il canto. L'ambiente familiare lo incoraggia a studiare musica come autodidatta: sceglie la chitarra come strumento e comincia a comporre appena appresi i primi rudimenti. Inizialmente svolge la professione di ferroviere, precisamente quella di capostazione allo scalo ferroviario principale di Cuneo[3].

L'esordio di Testa avviene come strumentista rock; tuttavia l'artista non tarda a scoprire una forte identità di solista. Dopo aver vinto il Festival musicale di Recanati dedicato ai nuovi talenti della canzone d'autore nel 1993 e 1994, incontra Nicole Courtois, produttrice francese, che ne comprende la forza espressiva: nel 1995 esce in Francia, per l'etichetta Label Bleu (Amiens), il suo primo disco, intitolato Montgolfières. In questo primo album ha diviso la direzione artistica con l'amico Piero Ponzo (componente del gruppo piemontese Trelilu), che ne ha anche curato gli arrangiamenti.

L'esperienza musicale dei concerti con musicisti come David Lewis (tromba), Jon Handelsman (sax, clarinetto), i fratelli François e Louis Moutin (rispettivamente contrabbasso e batteria), Leonardo Sanchez (chitarra), René Michel (fisarmonica, pianoforte), contribuisce al successo di critica e pubblico in terra francese. Nell'ottobre del 1996 esce il secondo disco, Extra-Muros che inaugura la nuova etichetta dedicata alla canzone dalla Warner Music francese, la Tôt ou Tard.

I suoi dischi

1995 - Montgolfières (per l'etichetta Label Bleu) ristampa (per l'etichetta Harmonia Mundi-Le Chant du Monde/Egeamusic)
1996 - Extra-Muros (per l'etichetta Warner) ristampa (per l'etichetta Harmonia Mundi-Le Chant du Monde/Egeamusic)
1999 - Lampo (per l'etichetta Warner) ristampa (per l'etichetta Harmonia Mundi-Le Chant du Monde/Egeamusic)
2000 - Il valzer di un giorno (Harmonia Mundi / Egea)
2003 - Altre latitudini (Harmonia Mundi / Egea)
2006 - Da questa parte del mare (Harmonia Mundi / Le Chant Du Monde / Fandango)
2009 - Solo dal vivo (Produzioni Fuorivia / EGEA )
2011 - Vitamia (Produzioni Fuorivia / EGEA / Harmonia Mundi)
2013 - Men at Work (doppio cd e dvd, Produzioni Fuorivia / EGEA / Harmonia Mundi)

24 marzo 2017

25 marzo 2016 - Muore l'attore Paolo Poli

















Paolo Poli (Firenze, 23 maggio 1929 – Roma, 25 marzo 2016)

E'stato un attore italiano, principalmente di teatro. I suoi spettacoli teatrali erano caratterizzati da una forte connotazione comica, rifacendosi alle commedie brillanti, surreali e oniriche. Poli recitava spesso en travesti.

Figlio di un carabiniere e di una maestra[1], dopo aver conseguito nella città natale la laurea in letteratura francese (con una tesi su Henry Becque) comincia ad affermarsi intorno agli anni cinquanta: i primi esordi sono nei piccoli teatri cittadini, come a «La borsa di Arlecchino» di Genova, piccolo teatro d'avanguardia in via XX Settembre (nato anche grazie ad Aldo Trionfo). Qui Poli comincia a farsi notare per la sua pungente ironia, il suo garbato istrionismo, la sua vena poetica e surreale contornata da momenti comici e giochi linguistici apprezzati anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali ebbe modo di lavorare.

Nei primi anni sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulla RAI in cui legge delle favole per bambini, tratte da Esopo e da famosi racconti letterari. Lavora inoltre con Sandra Mondaini in Canzonissima.

Rifiutò, come lui stesso racconta, una parte in 8½ propostagli dall'amico Federico Fellini: rarissime e del tutto trascurabili furono le sue apparizioni cinematografiche, con l'eccezione della sua partecipazione al documentario a tematica omosessuale Felice chi è diverso (2014) di Gianni Amelio.

Le sue interpretazioni teatrali

1958 - Finale di partita, di Samuel Beckett
1959 - Sorveglianza speciale, di Jean Genet
1960 - Mamma voglio il cerchio
1960 - Il novellino, da Masuccio Salernitano
1962 - Il Diavolo
1963 - Paolo Paoli, da Arthur Adamov
1964 - Il mondo d'acqua, di Aldo Nicolaj
1964 - Il candelaio, di Paolo Poli e Ida Omboni da Giordano Bruno
1965 - Un Milione da Sergio Tofano
1966 - Rita da Cascia
1967 - Il suggeritore nudo, di Filippo Tommaso Marinetti
1968 - La nemica, di Dario Niccodemi
1968 - Brasile, con Marco Messeri

Paolo Poli, all'uscita del Teatro dell'Elfo, Milano, 5 gennaio 2013, mentre firma un autografo.
1969 - Tito Andronico, con Marco Messeri
1969 - La rappresentazione di Giovanni e Paolo
1969 - Carolina Invernizio
1970 - La vispa Teresa
1971 - Soirée Satie
1971 - L'uomo nero
1972 - Giallo!!!, di Ida Omboni e Paolo Poli
1973 - Apocalisse
1975 - Femminilità
1976 - Rosmunda, di Vittorio Alfieri, con Marco Messeri
1978 - Mezzacoda
1979 - Mistica, da Antonio Fogazzaro
1980 - Il Morino, di Bruno Carbocci con Marco Messeri
1981 - Paradosso, da Denis Diderot, Aldo Palazzeschi e Guido Gozzano
1982 - Bus, da Esercizi di stile di Raymond Queneau
1983 - Magnificat
1985 - Cane e gatto, da Aldo Palazzeschi, Tommaso Landolfi, Riccardo Bacchelli e Alberto Moravia
1986 - Farfalle, da Guido Gozzano
1988 - I legami pericolosi, da Choderlos de Laclos, con Milena Vukotic
1990 - Il coturno e la ciabatta, da Alberto Savinio
1992 - La leggenda di San Gregorio, da Hartmann von Aue
1994 - L'asino d'oro, da Apuleio
1997 - I viaggi di Gulliver, da Jonathan Swift, con Pino Strabioli
1999 - Caterina De Medici, dalla Reine Margot di Dumas
2000 - Il tranello di Medusa, di Erik Satie
2001 - Aldino mi cali un filino, da Aldo Palazzeschi
2002 - Jacques il fatalista, da Denis Diderot
2004 - Il ponte di San Luis Rey, da Thornton Wilder
2006 - Sei brillanti, da Mura (Maria Volpi Nannipieri), Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi ed Elena Gianini Belotti
2007 - Favole, da Charles Perrault e Jeanne-Marie Leprince de Beaumont
2008 - Sillabari, da Goffredo Parise
2010 - Il Mare, da Anna Maria Ortese
2012 - Aquiloni, liberamente tratto da Giovanni Pascoli

23 marzo 2017

23 marzo 1857 - New York:Viene installata la prima ascensore a Broadway























Quando è nato l’ascensore? Centosessant’anni fa a New York: il 23 marzo 1857 a Broadway diventava operativo il primo montacarichi adibito al trasporto passeggeri. Era molto lento (si muoveva alla velocità di 12 metri al minuto) ma faceva risparmiare la fatica di salire le scale. Poi si è evoluto in soluzioni ancora operative in alcuni vecchi palazzi in America: una serie di scatola senza porta di accesso che vanno su e giù e si acchiappano al volo (il soffitto di una diventa il pavimento dell’altra). Adesso esistono persino gli ascensori senza funi ed è in arrivo il futuribile “Multi” di Thyssenkrupp Elevator, che sarà presentato a giugno a RottWeil in Germania.

19 marzo 2017

20 marzo 2016 - La strage del bus Erasmus in Spagna



Una gita a Valencia per assistere alle Fallas finita in una strage: 13 studentesse del programma Erasmus, fra le quali 7 italiane, sono rimaste uccise nello schianto mortale dell'autobus sul quale rientravano a Barcellona. L'incidente è avvenuto sulla nazionale AP-7, all'altezza di Freginals, in Catalogna. Giovani vite spezzate. Le vittime tutte fra i 20 e i 29 anni. In 57 erano a bordo, 34 i feriti, 3 in stato critico, 9 gravi. Sono stati smistati in cinque ospedali di Barcellona, Tarragona, Castellon e Tortona, dove, all'Hotel Corona è stato allestito un centro di accoglienza delle famiglie e degli studenti sopravvissuti e sotto choc, assistiti da una cinquantina di psicologi e infermieri della Croce Rossa.

Due gru dei vigili del fuoco hanno lavorato ore per districare le lamiere e consentire il recupero dei corpi delle vittime. Mobilitati 17 medici forensi per l'identificazione dei corpi, che è stata possibile solo incrociando il dna con quelli dei familiari condotti a Tortosa. I nostri connazionali assistiti dal console italiano a Barcellona. Ma solo in serata, la tragica conferma della Farnesina che sette studentesse italiane avevano perduto la vita. Con il messaggio di cordoglio via twitter del premier Renzi alle famiglie: «Ho il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell'incidente in Spagna». L'autista, 47 anni, risultato negativo ai test di alcol e droga e interrogato ieri dalla polizia, comparirà oggi davanti al magistrato di Amposta, imputato di 13 omicidi colposi. «Ha 30 anni di esperienza alla guida e non ha mai avuto un incidente», assicurano i colleghi. «Una scena da brivido, dantesca», ricorda il sindaco di Freginals, fra i primi ad accorrere sul luogo dello schianto, avvenuto «al maledetto km 333, un “punto nero” di particolare pericolosità». Proprio sabato, l'ultimo blocco stradale degli abitanti nella zona per segnalare i rischi provocati dal pessimo stato viario di quel tratto della nazionale AP-7.

17 marzo 2017

18 marzo 2015 - L'attentato al museo nazionale del Bardo a Tunisi














L'attentato al museo nazionale del Bardo è stato un attacco terroristico avvenuto il 18 marzo 2015 verso le 12:30 al museo del Bardo di Tunisi, la capitale della Tunisia. Nell'attentato sono morte 24 persone, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell'ordine e due terroristi, e 45 sono rimaste ferite. Si tratta dell'attentato terroristico con il maggior numero di vittime avvenuto a Tunisi.

La mattina dell'attacco, le navi da crociera MSC Splendida e Costa Fascinosa erano attraccate al porto di La Goletta. Si stima che circa 200 passeggeri di entrambe le navi si trovassero, al momento degli attacchi, all'interno del museo del Bardo o nelle vicinanze.

L'attacco ha avuto inizio alle 12:30 circa. Due terroristi, armati di kalashnikov e bombe a mano e con indosso delle cinture esplosive imbottite di Semtex, hanno cercato di infiltrarsi all'interno dell'Assemblea dei Rappresentanti del Popolo, il Parlamento tunisino, dove era in corso un'audizione delle forze armate sulla legge anti-terrorismo a cui ha partecipato persino il ministro della Giustizia, Mohammed Salah Ben Aissa, ma sono stati bloccati dalle forze di sicurezza.

I terroristi si sono dunque diretti verso il vicino museo del Bardo, dove hanno aperto il fuoco contro un pullman di escursionisti appena scesi da una nave da crociera, ferendo l'autista tunisino e uccidendo un gran numero di turisti. Gli attentatori si sono poi asserragliati all'interno del museo prendendo in ostaggio molte persone. Alcune guide sono riuscite a far evacuare molti turisti dalle uscite di emergenza prima dell'arrivo dei terroristi.

Alle 15:30 le teste di cuoio tunisine hanno effettuato un blitz all'interno del museo. I due terroristi vengono uccisi e gli ostaggi superstiti vengono liberati. Nonostante ciò, dieci turisti spagnoli e una guida turistica decidono di passare la notte all'interno del museo, venendo ritrovati solo la mattina successiva. Durante il blitz perdono la vita un agente delle brigate antiterroristiche, Aymen Morjen, ucciso mentre proteggeva la turista italiana Roberta Gatta, e un cane poliziotto, Aki.


16 marzo 2017

17 marzo 461 - Muore San Patrizio (saint patrick's day)















Patrizio, nato con il nome di Maewyin Succat,scelse successivamente il nome latino di Patrizio (Bannaventa Berniae, 385 – Saul, 17 marzo 461), è stato un vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa. Assieme ai santi Columba e Brigida è il patrono dell'Irlanda. Era figlio di Calphurnius e Conchessa,[senza fonte] appartenenti ad una famiglia nobile romana.

Viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo, America inclusa, il 17 marzo, data della sua morte.

San Patrizio è il patrono dell’Irlanda, vissuto tra il 385 e il 461 e festeggiato il 17 marzo, data della sua morte. Di origini scozzesi, il suo vero nome era Maewyin Succat. A sedici anni fu rapito dai pirati irlandesi e venduto come schiavo a re Dalriada, sovrano di un regno che allora comprendeva parte della Scozia e dell’Irlanda.

Fuggito dalla corte, il giovane si fece diacono col nome latino di Patrizio e divenne poi vescovo. A lui papa Celestino I affidò il compito di evangelizzare le terre irlandesi: il futuro santo lo svolse con grande impegno, favorendo la contaminazione tra elementi cristiani e celtici pagani.

San Patrizio è collegato anche al simbolo dell'Irlanda, il trifoglio. Per spiegare agli irlandesi la Trinità (un unico Dio, in tre Persone e non tre Dio), Patrizio utilizzò proprio il trifoglio.

9 marzo 2017

10 marzo 2016 - Il tastierista Keith Emerson si toglie la vita




Keith Noel Emerson (Todmorden, 2 novembre 1944 – Santa Monica, 10 marzo 2016) è stato un tastierista, pianista e compositore britannico.

Emerson fondò quindi un nuovo gruppo con altri due musicisti che già godevano di una certa fama: Greg Lake (chitarrista-cantante-bassista), proveniente dai King Crimson di Robert Fripp, e Carl Palmer (batteria-percussioni), proveniente dagli Atomic Rooster di Vincent Crane.

Nacquero così gli Emerson Lake & Palmer, che divennero uno dei più significativi gruppi di rock progressivo degli anni settanta. Unitisi nel mese di maggio, ad agosto già si esibivano insieme al Festival dell'Isola di Wight.

Fu un innovatore nell'uso dell'organo Hammond ed in particolare dei sintetizzatori Moog.

Nel 2014 è stato inserito nella Hammond Organ Hall of Fame assieme ai più grandi virtuosi dello strumento come Jimmy Smith.

Durante la notte tra il 10 e l'11 marzo 2016, all'età di 71 anni, Emerson si uccide nella sua casa di Santa Monica presso Los Angeles, con un colpo alla testa; soffriva di depressione a causa della malattia alla mano destra, che ormai lo obbligava a suonare la tastiera con otto dita, e con una prognosi di ulteriore peggioramento.

Discografia insieme a Lake & Palmer

1970 - Emerson Lake & Palmer
1971 - Tarkus
1971 - Pictures at an Exhibition
1972 - Trilogy
1973 - Brain Salad Surgery
1974 - Welcome Back My Friends
1977 - Works Volume 1
1977 - Works Volume 2
1978 - Love Beach
1979 - In Concert
1992 - Black Moon
1993 - Works Live
1993 - Live at the Royal Albert Hall
1994 - In the Hot Seat
1997 - Live at the Isle of Wight Festival 1970
1997 - Live in Poland
1998 - Then & Now
2010 - Emerson Lake & Palmer - ELP live London 2010 at High Voltage Festival

Da solista

1980 - Inferno
1981 - Nighthawks
1981 - Honky (Bubble Record, BLU 19608)
1984 - Murderock uccide a passo di rock (Bubble Record, BLULP 1819)
1988 - The Christmas Album
1989 - La chiesa
1995 - Changing States (AMP Records, AMP-CD026)
2002 - Emerson plays Emerson
2006 - Hammer it out
2008 - Keith Emerson Band featuring Marc Bonilla
2012 - Three Fates - Keith Emerson, Marc Bonilla, Terje Mikkelsen (Edel Records)

6 marzo 2017

7 marzo 2013 - Muore il regista Damiano Damiani













Damiano Damiani (Pasiano di Pordenone, 23 luglio 1922 – Roma, 7 marzo 2013) è stato un regista, scrittore, attore e sceneggiatore italiano.

Segnalatosi nel 1960-62 con la trilogia psicologica Il rossetto, Il sicario e L'isola di Arturo (tratto dall'omonimo romanzo di Elsa Morante), girò spaghetti western come Quién sabe? (1967) e Un genio, due compari, un pollo (1975), ma fu soprattutto esponente del filone politico-civile con Il giorno della civetta (1968), tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971), forse il suo esito migliore, L'istruttoria è chiusa: dimentichi e Girolimoni, il mostro di Roma (1972), Perché si uccide un magistrato (1974), Io ho paura (1977).

Meno felici i successivi L'avvertimento (1980), Pizza Connection (1985), L'inchiesta (1987), Il sole buio (1989), L'angelo con la pistola (1992). Il punto più basso della sua carriera lo raggiunse comunque con il film poliziesco Alex l'ariete (2000), interpretato da Alberto Tomba e Michelle Hunziker: a causa della scarsa recitazione di Tomba e di alcune scene ritenute senza senso, la pellicola conquistò infatti il titolo di cult del cinema trash. Per la televisione diresse, tra l'altro, gli sceneggiati La piovra (1984) e Il treno di Lenin (1990).

È scomparso nel 2013 all'età di 90 anni per un'insufficienza respiratoria.

I suoi film

Il rossetto (1960)
Il sicario (1961)
L'isola di Arturo (1962)
La rimpatriata (1963)
La noia (1963)
La strega in amore (1966)
Quién sabe? (1966)
Una ragazza piuttosto complicata (1968)
Il giorno della civetta (1968)
La moglie più bella (1970)
Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971)
L'istruttoria è chiusa: dimentichi (1971)
Girolimoni, il mostro di Roma (1972)
Il sorriso del grande tentatore (1974)
Un genio, due compari, un pollo (1975)
Perché si uccide un magistrato (1975)
Io ho paura (1977)
Goodbye & Amen (1977)
Un uomo in ginocchio (1979)
L'ultimo nome (1979)
L'avvertimento (1980)
Amityville Possession (1982)
Pizza Connection (1985)
L'inchiesta (1986)
Gioco al massacro (1989)
Il sole buio (1990)
L'angelo con la pistola (1992)
Alex l'ariete (2000)
Assassini dei giorni di festa (2002)

4 marzo 2017

5 marzo 2016 - Muore l'inventore della email RayTomlinson















Raymond Samuel "Ray" Tomlinson (Amsterdam, 2 ottobre 1941 – 5 marzo 2016) è stato un programmatore statunitense, inventore della email nel 1971.

Impegnato nello sviluppo di ARPANET, utilizzò questa procedura di invio di posta elettronica tra le diverse Università collegate attraverso questa rete.

Ray Tomlinson
Il primo messaggio da lui inviato, e la prima mail inviata quindi nella storia, non fu "QWERTYUIOP" ma qualcosa di simile. Ray Tomlinson scelse il simbolo @ per identificare quale utente fosse e "a" quale computer.